giovedì 22 novembre 2012

Pillole di Ucronie erotiche



Lei gli aveva dato tutto della sua scienza, l’impostazione di ricerca, e la capacità di sognare e realizzare l’inimmaginabile. Per quanto sarebbe durato il loro sodalizio? Sentì un dolore dentro all’idea di lasciarla, come un genitore con un figlio, come un amante geloso che vede partire la propria donna con il collega più affascinante dell’ufficio. C’era una scadenza. Il loro vivere alla giornata senza considerare il fine del loro operato era insano. La scienza è finalizzata alla scoperta, la scoperta all’utilizzo sociale. Qual era il fine? Sembrava fosse solo un gioco per lei, una sorta di puzzle senza tempo. Lo pagava per giocare con lei. Si chiese da dove provenissero i soldi per quel gioco. Che cosa celasse la Fondazione McCarthy. L’aveva chiesto una volta e lei aveva risposto che era stata creata da suo padre con l’eredità lasciata dai genitori della moglie. Non sapevano che farsene e la usavano per la figlia. Una volta era pure partita per Parigi, dove vivevano i suoi, con la scusa che c’era un party di beneficenza per la raccolta di fondi per la McCarthy. Cazzo, non sapeva nulla di lei! La verità gli cadde in testa come un macigno. Per quanto ne sapesse Elodie McCarthy poteva anche essere solo un avatar.

Ucronie erotiche






lunedì 9 luglio 2012

L'odore del sangue

L'estate 2012 si presenta rovente grazie alla trilogia "50 sfumature di grigio" che diventano nero e rosso rispettivamente nella seconda e terza parte. Un successo planetario che ha per protagonista un miliardario super-figo e una verginella sottomessa. E' divertente leggere che sociologi, intellettuali di vario tipo e esperti del sadomaso si interessino a conoscere i motivi di tale successo. Il marchese De Sade potrebbe rispondere che l'erotico è intrigante da leggere e in molti casi divertente da scrivere.
Nel caso di 50 sfumature ...la curiosità è determinata da una storia d'amore con tanto di principe azzurro. La differenza sta tutta in manette bondage e frustini. Accarezza la fantasia sessuale di ogni donna, che nella realtà  se vedesse il compagno arrivare a casa con armeggi del tipo lo caccerebbe a calci nel sedere fingendo un pudico imbarazzo...che ipocrite, le donne!
Io sono una scrittrice di erotico e anche se Elodie è l'antitesi della sottomissione femminile almeno per ciò che riguarda la psicologia del personaggio ( l'eros è un gioco di ruoli) devo la mia conoscenza teorica alla lettura di libri "erotici" nei quali la donzella si sottomette all'uomo. 
L'odore del sangue è un romanzo di Goffredo Parise che scrisse nel 1979 mentre era in convalescenza per un attacco di cuore. Il romanzo rimase nel cassetto fino al 1986 quando resosi conto che la sua vita stava per spegnersi lo rivalutò. Dopo qualche giorno fu ricoverato e morì da lì a breve.
Silvia e Carlo sono una coppia borghese. Lui è un medico che di fatto ha abbandonato la moglie per una ragazza con la quale convive in campagna. Silvia conduce la sua vita solitaria a Roma. Il rapporto "platonico" della coppia è legato a  lunghe telefonate. Carlo intuisce che qualcosa è cambiato nella vita di Silvia, c'è un nuovo amore, un amore diverso e intenso che può minare il loro rapporto. E' un ragazzo, un bulletto di destra, che trascina Silvia in un vortice di sesso e degrado. Carlo sente più insistente l'odore della gelosia, che associa a quello del sangue delle sale operatorie. Un odore dolce e infestante che gli devasta l'anima. Combattuto tra la gelosia e la razionalità non fa nulla per sottrarre Silvia all'autodistruzione. Ascolta le confessioni telefoniche di lei, sente il pericolo, lo fiuta, e si allontana.
Silvia non è più sottomessa a lui, Silvia dalle lunghe gambe e il corpo sodo, malgrado l'età, Silvia dal sesso nascosto; Silvia che immagina chinata in ginocchio sul divano accogliendolo con una fellatio mentre l'amante guarda la tivù. Silvia non è più sua. Quali sono le ragioni che spingono una donna intelligente, per bene a diventare l'oggetto sessuale e il nemico culturale di un ragazzino antiborghese? E' un gioco perverso che la spinge a godere con tanti ragazzi messi in fila con i pantaloni abbassati come in uno stupro di gruppo? O a prostituirsi come una puttana nella periferia di Roma? Lei è felice perché il suo amante gode della sua umiliazione.
Carlo dice: "Non si seppe chi aveva ucciso Silvia e io sapevo però che il vero mandante ero io stesso"
L'eros della narrazione è denso come il sangue e si avverte la scrittura di getto di un autore che sente il peso della malattia personale e sociale.

L'odore del sangue è anche un film con Michele Placido e Fanny Ardant

martedì 7 febbraio 2012

Elodie si confessa!

Una nuova intervista per la Chichili agency, la casa editrice che ha pubblicato Ucronie erotiche!
Grazie a Roberta Gregorio, cuore e mente per la Cichili Italia, che svolge un lavoro incredibile per tutti noi!
http://ebookandmorebychichili.blogspot.com/2012/02/elodie-ucronie-erotiche-di-elodie.html

venerdì 3 febbraio 2012

Libertà


La luce di una candela creava trame confuse oltre il velo del baldacchino, l'odore di sego si diffondeva nell'ambiente, creando intorno un'atmosfera di stagnante attesa. Si chiedeva che vi fosse oltre quel velo, un uomo  che colto nel sonno avrebbe potuto sottomettere o una figura morbida di donna che avrebbe acceso i suoi sensi, resi acuti dalla privazione.
Sentì il latrato dei cani in lontananza e il sudore della paura imperlargli la fronte. Avvertiva ancora l'ansare della loro corsa unirsi al battito impazzito del suo cuore, mentre fuggiva via coperto solo dal colore delle tenebre.
La casa era signorile pur non essendo un palazzo. Si era introdotto senza rumore come solo i farabutti sapevano fare. Sembrava tutto dormiente intorno, tranne per quella luce che l'aveva attratto senza raziocinio.
Vide un braccio stagliarsi esile, delicato, un ragazzo o una donna. Doveva andarsene al più presto, prima che un urlo squarciasse la notte e la sua vita. Era appena scappato alla forca e non voleva tornarci. Parole indistinte giunsero a lui, voci di donne appena sussurrate e un'ombra tornò a stagliarsi, mettendo a nudo un seno. Sentì il languore del bisogno diffondersi nel ventre, un appetito crescere liquido nella sua bocca e si leccò le labbra riarse con un'oculatezza ridicola, come se il gesto amplificato dal suo desiderio potesse diventare il ruggito di una belva.
Erano due le ombre riflesse una sull'altra quasi simmetriche. Scosse la testa per cancellare il sogno. Una mano fendette l'aria con delicatezza posandosi sulla forma tondeggiante di un frutto a lui proibito. Sentì un gemito e  vide i capelli dell'altra sfiorarsi le natiche mentre curvava la testa indietro.
Lo sentiva duro e impazzito premergli nei calzoni mentre con difficoltà il suo respiro usciva spezzato dalle narici. Ogni parte di sé desiderava squarciare il velo che lo separava dalle due ninfe sensuali, ma la sopravvivenza gli inchiodava i piedi al pavimento.
Una donna prese il seno dell'altra con le labbra, titillandolo, e a lui sembrò di sentirne il sapore. Il pollice premette sull'erezione pur sapendo che nulla gli avrebbe dato conforto se non affondare dentro la dolcezza di una donna. Si distrasse guardandole con attenzione, erano diverse, una più magra, l'altra burrosa nelle forme. La magra si distese e allargò le cosce ridacchiando e soffocò un urlo quando l'altra prese a leccarla. Lo liberò dalla costrizione del tessuto che si teneva su con la disperazione del decoro e lo sentì immensamente duro sotto le mani. Prese a menarselo con più forza man mano che crescevano i gemiti della ragazza. Un'idea lo immobilizzò, un'idea che conosceva l'ingiustizia. Erano mesi che dava sfogo ai suoi bisogni di uomo con la solitudine delle sue mani, mortificando il piacere per non condividerlo con i compagni di cella, dovendo combattere per non diventare il trastullo di uno di loro o di tanti se avesse mostrato un segno di cedimento. Non era possibile che nell'unico momento di libertà che si era concesso dovesse godere come un ladro, nonostante questo fosse il suo destino.
Fece qualche passo avanti, dimenticando l'aspetto lurido di galeotto, il cazzo orgoglioso e retto come un'arma o un dono di ospitalità. Oltrepassò il lino e rimase a guardarla mentre boccheggiava nell'estasi. La ragazza aprì gli occhi ma non sembrò sorpresa, anzi gli sorrise maliziosa. Toccò i fianchi morbidi dell'altra, si chinò ad annusare la sua essenza di donna, l'assaggiò come un affamato e fu attratto da una forza che lo spingeva dentro di lei affondando con forza. Non poteva vederla in faccia, vedeva solo i capelli ondeggiare. Comprese che qualcosa era cambiato. La ragazza magra si era coricata e adesso la lambiva tanto che poteva sentire la punta umida e calda della lingua sfioragli i testicoli, che erano tesi allo spasimo.
Uscì quando si sentì esplodere inondando entrambe di seme.
Sembrava che neanche si fossero accorte di lui. Si allacciò i calzoni, prese un frutto dal cesto che troneggiava nel comodino e con un cenno di capo ringraziò, sparendo nelle tenebre come era arrivato.

mercoledì 1 febbraio 2012

Ama


Ascolta la musica dei miei passi
scopri l'armonia del mio orizzonte
leggi l'intensità della mia essenza


lunedì 30 gennaio 2012

Quando l'atmosfera si sgonfia

La differenza tra donne e uomini tra le lenzuola è soprattutto nell'affrontare una fuggevole empasse. Si sa che quando ci apprestiamo a un incontro più o meno di fuoco con un nuovo partner o con lo stesso da anni ci portiamo a letto anche tutti i casini della giornata, l'ultima lite al telefono con il parente di turno o la stanchezza fisiologica. Capita quindi di non essere al massimo. Noi donne possiamo mascherano lunghi sbadigli con miagolii e gemiti da oscar e sperare che tutto finisca velocemente, per i poveri uomini non è così e a volte può capitare che si sgonfino non appena si infilano il preservativo. Soluzione più semplice:"Togliamo il preservativo?"
"Finiamola qua?!" suggerisce lei con voce dolcemente minacciosa.
Soluzione alternativa è rendiamo l'atmosfera più stimolante. Ipotizziamo che l'uomo con molta generosità si sia dato da fare e che ti abbia fatto godere con le sue abilità di pianista e che ti sembra brutto lasciarlo a metà opera.
Due le soluzioni: dare prova di grande capacità oratoria o considerare la "dietrologia" come qualcosa di più di una masturbazione mentale. Lo stato dormiente in cui versa il migliore amico del tuo compagno ti suggerisce che dovresti dare una prova oratoria più che eccellente pertanto consideri che la dietrologia con le dovute precauzioni non ha mai ucciso nessuno. Ti accorgi allora che alla parola magica assisti a una riedizione dell'Araba fenice e che il tuo compagno ritrova tutte le doti di amateur che qualche secondo prima sembravano affogate nello sconforto.
A questo punto chiedo a voi con un sondaggio; in una situazione analoga quale opzione considerate più attizzante?
dietrologia
capacità oratoria
ritorno a testa bassa nel classicismo

Popolare nello store di iTunes

Ebbene sì, Ucronie erotiche sta scalando la classifica di iTunes nella sezione erotica
http://itunes.apple.com/it/genre/libri-erotica/id10043?mt=11
Immagino perché sia uno dei pochi titoli italiani presenti e, poiché la modestia è la virtù degli ipocriti, perché è intrigante e intelligente al punto giusto!!!
http://itunes.apple.com/it/book/ucronie-erotiche/id490315232?mt=11
Ucronie erotiche

giovedì 15 dicembre 2011

Ucronie erotiche il libro

http://www.ebookizzati.com/ebook-24678-Ucronie-erotiche-Satzweiss-com-Chichili-Agency-Elodie-McCarthy.html#midancor


categoria: eros
numero di pagine: 158
ISBN EPUB: 978-38-45005-39-3
prezzo:   epub  2,99 €      


Quando cominciò l'avventura di Ucronie erotiche l'ultimo mio pensiero è che potesse diventare un libro, è stato per sfida, per dare vita a un personaggio forte, sensuale, una donna che con le sue contraddizioni riesce a realizzare l'impossibile. 
Ucronie erotiche è quello che in Usa viene definito "erotika" una storia d'amore ad alto tasso di sesso, in effetti è di più, è la visione di un mondo dominato da poteri forti, è la riflessione su che cosa eravamo e ciò che potremmo diventare. L'amore vincerà sull'egoismo e l'avidità di pochi? 
Una cosa è certa, il sesso non aiuterà a migliorare il mondo, ma può renderlo molto più piacevole!


lunedì 3 ottobre 2011

Il futuro di Ucronie erotiche

Ucronie erotiche, l'intrigante racconto delle avventure della dottoressa Elodie McCarthy, sarà presto pubblicato come e-book per la Chichili Agency in Austria, Germania e Svizzera, destinato ai lettori di lingua italiana. E' per correttezza nei confronti di chi mi sta aiutando a trasformare un romance erotika in progress su un blog in un libro che ho dovuto eliminare i post da questo blog. Ne ho lasciati alcuni, i primi due nei quali vengono introdotti i personaggi e altri che non erano legati al romanzo. Spero che le anticipazioni che troverete saranno di stimolo per desiderare un maggiore approfondimento della mia opera.
Un abbraccio a tutti i miei lettori e la promessa che sarete aggiornati su novità e contenuti che riguardino Elodie McCarthy e Ucronie erotiche.

mercoledì 12 gennaio 2011

About Elodie


Elodie era distesa sulla dormeuse di seta bianca. Aprì gli occhi e fissò il soffitto sopra di lei. Sospirò di piacere e sconforto. Che cosa era quella malinconia che la tormentava? Alzò il braccio e sorseggiò il vino rosso dal calice, poi con delicatezza lo poggiò sul tappeto ai suoi piedi e si distese sul fianco. Elodie usava il letto solo per dormire, preferiva i divani per rilassarsi e la dormeuse per riflettere. Era la sua coperta di Linus. Era ciò che rimaneva della sua famiglia. Una vecchia dormeuse restaurata che non aveva più l’odore di Parigi, ma che era ancora in grado di donarle serenità. L’unico pezzo di valore in una casa essenziale, con mobili senza pretese se non la loro utilità. Aveva voglia di compiere un nuovo viaggio, però alcune mete presentavano incognite eccessive, pur incuriosendola. Più si sarebbe allontanata nel tempo più sarebbero aumentate le difficoltà di linguaggio. Avrebbe saputo cavarsi di impiccio in pochi secondi se le cose si fossero messe male? Einstein le aveva insegnato che anche pochi secondi potevano diventare infiniti!

Dove andare? Chi incontrare? Vagò nella fantasia nelle terre sconfinate dell’Arizona, lungo la grande muraglia dei mandarini, nella Britannia di Cesare, nel feroce inverno russo dei soldati di Napoleone. Nulla la ispirava. Era come se qualcosa dall’interno la chiamasse. Avrebbe potuto cambiare il corso della sua vita? Fino a questo punto l’universo parallelo si era rivelato coincidente con il passato, magari avrebbe potuto incontrare se stessa qualche anno prima. Rise all’idea che la sua coperta di Linus si stava trasformando in un lettino da psicoterapeuta. In fondo era solo un gioco, credeva fermamente nell’idea che il passato non può essere cambiato, tuttavia poteva lasciarsi andare ai sogni per una sera.

Vagò nella sua adolescenza, alla bulimia sessuale che l’aveva attraversata. Lei piccola in un mondo di grandi, era l’unico modo per essere accettata senza compatimenti o invidie. Aveva influito tutto ciò sulla sua identità attuale? Solo in parte, magari non l’avrebbe consigliato come condotta a un’ipotetica figlia, nonostante fosse stato divertente. Ripensò ai suoi studi, alle ricerche e al successo degli esiti. Se avesse voluto cambiare qualcosa sarebbe stato per guadagnarci di più. Il denaro non era mai stato importante e il suo essere diventata Xiane era un gioco e un travestimento per fare sesso senza pregiudicare i suoi lavori di ricerca. Era un po’ ipocrita, ne era consapevole. Ma una scienziata che adora farsi chiunque ha poca credibilità in un ambiente dove al posto dei neuroni ci sono falli e testosterone.

Doveva allontanare l’idea del sesso, non ricordava nulla di sgradevole se non quando era andata con quel porco di politico. Il vaccino contro l’Aids. Sospirò. Era la cosa giusta da fare se vi fosse stata davvero la possibilità di cambiare. Le aziende farmaceutiche prosperavano come non mai in un periodo dove la pan sessualità era diffusa a macchia d’olio. Passavano mesi senza vedere una pubblicità contro l’Aids, come se il problema non esistesse più nei paesi del nord del mondo. Il numero di infetti era di nuovo in crescita invece. Il passaggio dal sesso virtuale sul web a quello vissuto era facile come mandare un’e-mail, come scambiarsi un numero di cellulare.

Il suo vaccino avrebbe potuto salvare moltissime vite in Africa, in Europa, ovunque. Rischiava la vita ogni volta che accarezzava l’idea, avvilita dalla lentezza dei colleghi nel trovare soluzioni, dalla corruzione dei governi sotto il tiro delle multinazionali chimiche, dall’ottusità della chiesa capace di schierarsi anche contro l’educazione sessuale nelle scuole che avverte sull’utilità del preservativo.

Del resto che frega al papa se delle bambine partoriscono bambolotti viventi che non si cambiano o si nutrono con il pennino del Nintendo. Anzi sono nuove anime da battezzare, nuove vittime da catechesi e nuovi corpi da stuprare.

Sorseggiò il vino per sconfiggere l’amarezza che sentiva dentro. Avrebbe voluto accanto un uomo in quel momento. Immaginò che fosse inginocchiato accanto a lei, accennò ad alzare il bacino come se qualcuno le stesse sfilando gli slip. Avrebbe preso i suoi capelli tra le mani con forza e spinto tra le sue cosce, gli avrebbe ordinato di leccarla fino a divorare la tristezza, di penetrarla per riempire il vuoto. Allungò una mano accanto a sé. Tasto il tessuto serico del mobile, il bordo intagliato. La visione non la eccitò. Ciò che desiderava davvero era un uomo che riempisse gli spazi della dormeuse, mentre la avvolgeva in un abbraccio e le accarezzava i capelli. Un uomo come Roberto.



martedì 12 ottobre 2010

Latex

Scivola sulla pelle lucida,
vola come velo sottile

s'insinua deridendo l'attrito,
 mente con spudorata malvagità
la dolcezza dell'attimo...





martedì 5 ottobre 2010

Attesa

Pensieri frenetici nell'attesa di te. La pelle s'increspa di immagini sensoriali sognate.

Il desiderio cresce, lo sguardo insegue il tempo quasi eterno.
Un timido bip squarcia i pensieri. Il sogno è infranto, il desiderio resta.
Nulla è perduto...il tuo pensiero guida la mia mano rinnovando il sogno.
In attesa di te

sabato 2 ottobre 2010

Schiava o padrona

Mi inginocchio schiava. Guardo, soppeso, rifuggo il tuo sguardo.

E' turgido e arrogante nella perfezione, chiede di scomparire nella mia bocca, incorniciato dalle labbra tinte di rosso.
Incontro il mio sguardo allo specchio, stesso sguardo di mille donne perse nel tempo, inginocchiate per desiderio o per martirio.
E' lo sguardo di una schiava che sa di avere tra le labbra il destino di un uomo.

giovedì 8 aprile 2010

L'orizzonte degli eventi

La osservò dallo spigolo della porta, era assorta al computer e passava le mani nervosa sui capelli. Vide irrigidire le spalle, segno che aveva avvertito la sua presenza.

"Doc? Che cosa fai qui di sabato" uscì allo scoperto.

Lei si girò lentamente a guardarlo, gli sorrise e alzò la mano con fare noncurante.
"Questa notte ho avuto un'illuminazione e non potevo aspettare fino a lunedì. Tu? Cosa fai qui?" rigirò la domanda.

"Un'altra volta? Il venerdì notte è magico per te!".

"Forse. Stavolta, però, non ti ho chiesto di venire...". L'occhiata che gli lanciò fu esaustiva.

"Ho dimenticato la chiavetta usb".

"Eri piuttosto distratto ieri sera". Un sorriso compiaciuto illuminò il volto di lui e causò uno sconvolgimento in lei. Si intimò l'autocontrollo. Tuttavia era difficile mentre le palline da geisha rispondevano alle involontarie contrazioni del suo corpo. "Sembri compiaciuto".

"Lo sono. Ieri ho fermato il gatto di Schrödinger".

"Hai tradito Daniela?" chiese trattenendo la rabbia.

"Tradito? Nessun coinvolgimento solo sesso. E' tanto difficile da capire" disse con rabbia.

Lei gli girò le spalle con freddezza.

"Scusami, è solo colpa mia. Non avrei dovuto parlarti di questo. Il nostro rapporto è solo professionale".

"Lo è, tuttavia dopo due anni credo sia normale considerarsi amici. Scusami tu, non sono affari miei" tagliò corto. Si sorrisero.

"A che cosa stai lavorando?".

"Ho pensato che tutto l'approccio che abbiamo seguito finora sia sbagliato. Abbiamo considerato l'ipotetico orizzonte degli eventi come qualcosa legato al tempo, come tutti d'altra parte. Ma se si provasse ad attraversare il tempo influendo sullo spazio attraverso la manipolazione della materia?".

"Interessante! Continua...". Il suono molesto del cellulare di Roberto irruppe tra loro. L'uomo lanciò uno sguardo di scusa a Elodie.

Era Daniela. Prese l'occasione al balzo per non incontrarla. Aveva bisogno di metabolizzare l'esperienza della sera prima e sapeva che lei l'avrebbe tartassato di domande su come l'aveva trascorsa.

Daniela al solito trovò l'occasione per prendersela con Doc. Gli dispiacque un po', però, pensò che Daniela non avrebbe mai capito la grandezza di Elodie o forse era solo gelosa di non poter competere con lei sul piano intellettivo.

Incominciarono a discutere sul problema. Elodie aveva una visione chiara della situazione e lui si mise subito all'opera con i calcoli. Man mano che il progetto prendeva corpo Roberto si sentiva sempre più mentalmente eccitato dalla novità, mentre in Elodie le palline sembravano vivere di vita propria. Ad un certo punto non riuscì più a resistere, andò in bagno e abbassatasi i jeans si ficcò due dita dentro e le spinse ruotandole nella superficie anteriore della fica. Si morse il labbro per non urlare di piacere, la schiena addossata alle mattonelle bianche per reggersi sulle gambe. Alla fine le uscì grondanti, le lavò con cura e le sistemò nel contenitore che portava sempre con sé in borsa, insieme a un piccolo vibratore creato appositamente sul calco della sua fica, che le serviva per le emergenze.

Poi, relativamente soddisfatta, ritornò al suo posto e continuarono per ore a studiare la realizzazione del microchip per il teletrasporto.

lunedì 15 marzo 2010

Roberto

Un getto d'acqua calda gli piovve addosso rilassando i muscoli contratti per l'allenamento. Roberto sollevò la testa per favorire la discesa dell'acqua lungo il corpo tonico. Allungò la mano a tentoni per prendere il docciaschiuma. Un profumo dolciastro gli arrivò alle narici e avvertì un'erezione senza motivo. Gli ricordava qualcuno quel profumo...ma chi? Non Daniela. Chi poteva essere tanto arrapante da farglielo diventare duro in un nanosecondo? Doc?! I suoi capelli profumavano di fiori, ma quanto ad essere arrapante, zero! Patrizia lo era, fin troppo! Il pensiero ritornò a Doc, suo malgrado. Non era brutta, a qualcuno poteva piacere il genere acqua e sapone, mai un filo di trucco e la testa persa dietro ai suoi esperimenti. Daniela sosteneva che Doc fosse innamorata di lui, però Daniela era ostile a chiunque gli ronzasse intorno. Cercò di immaginarsi Doc senza vestiti, era piuttosto esile e nel reggiseno dove esserci poca roba. Non come Daniela, gli venne di nuovo duro all'immagine di Daniela che se lo stringeva al seno e lo leccava fino a farglielo scoppiare. Si asciugò veloce e prese il telefonino per chiamarla.
"Robi, amore! Non esco. Mi sono venute le cose e sto malissimo". Roberto inghiottì un'imprecazione. Non era quello che aveva programmato per la sera.
"Prendi un'aspirina ed esci, deprimerti a casa non ti fa mica bene?".
"No, non mi va. Mi scoppia la pancia. Vai da Luca's?" gli chiese.
"Veramente a questo punto, non so" rispose sincero.
"Vai, sono tutti là. Stai tutta la settimana chiuso in quel laboratorio, vuoi trasformarti in una provetta? O in un essere amorfo come la tua capa?".
"Doc amorfa? Che cattiva, magari un po' triste!".
"Infatti. Dovrebbe scopare di più quella...ehi, non è un suggerimento" scherzò Daniela.
"Mi vuoi male? Senti, io vado, ci sentiamo domani?".
"Salutami tutti".
Arrivato al bar non era ancora arrivato nessuno. Consumò una cena leggera e si godette una birra osservando in giro. C'erano diverse ragazze da sole, quasi tutte fighe e tirate. In altri tempi si sarebbe dato da fare e avrebbe fatto centro. Bastava dirgli che era un fisico e che lavorava in un progetto top secret per averle disponibili. Il "fisico" allenato, una faccia passabile e il cervello elastico facevano il resto.
Stava per andare via quando la vide entrare. Patrizia anche se c'erano quasi zero gradi aveva sempre qualcosa da mostrare. In questo caso le tette. Il bomber viola era aperto e la sciarpa lasciata scivolare ai lati per mettere in mostra le sue rotondità. Lo vide e gli venne incontro sorridendo. Si scambiarono un bacio sulla guancia.
"Solo soletto?" chiese ammiccante.
"Già. Gli altri?".
"Sono andati al bowling, non lo sapevi?". Roberto fece un gesto di diniego.
"Non mi dire che vuoi passare anche tu la serata a tirar palle. Perché non andiamo in giro a fare quattro chiacchiere?" propose innocentemente, tuttavia non serviva la sua specializzazione in fisica quantistica per capire la natura delle "chiacchiere".
Presto furono a casa di lei. Era un appartamento piccolo e arredato alla buona. Roberto scostò la tenda per guardare fuori. Le luci di Roma si riflettevano sul Tevere. Sentì le mani di lei circondargli i fianchi. Si girò e la fissò negli occhi.
"E Daniela?".
"Non rubo gli uomini alle amiche, me li scopo solo. Puoi stare tranquillo". Roberto prese un capo della sciarpa, la fece scorrere in alto con lentezza poi la districò dal suo collo. Lo aiutò a togliersi il maglione di cachemire che indossava a pelle e prese a leccarlo sul petto.
"Ho sempre voluto farlo fin da quando ti ho visto con lei. Sei così sexy" lo adulò. Gli slacciò la cintura e sbottonò i pantaloni, poi lo prese in mano. Lui rimase in attesa, aspettando il passo decisivo. Avvertì la sua bocca circondargli il cazzo e istintivamente curvò la schiena indietro in preda al piacere. Anche lei l'aveva intrigato da sempre per quell'aria da porca che stava dimostrando di essere. Seppe in quell'istante che non avrebbe rimpianto la defilata di Daniela. Per quella sera i sentimenti e la complicità erano banditi e lo aspettava una trombata con i fiocchi. Quando ritenne che stava per scoppiargli si sollevò e lo portò nel letto. Si lasciò spogliare, poi andò in un cassetto e prese quello che riteneva potesse servirle. Lanciò sul letto un paio di preservativi, del lubrificante e delle manette da bondage. Gli diede le spalle avanzando nel letto fin quasi alla spalliera. A Roberto non servivano altri suggerimenti. La legò alla spalliera, si unse le mani e circondandola di schiena le accarezzò i capezzoni, massaggiandole i seni con sensuale avidità. Prese a leccarla nel collo, poi con le mani scese all'inguine e prese a titillarla per bene. Sentiva i suoi umori mescolarsi al liquido del lubrificante. Era calda e pronta.
"Dove lo vuoi?" le chiese all'orecchio.
"Dove vuoi". La lubrificò con delicatezza facendosi strada con le dita poi la penetrò lentamente per dare al corpo la possibilità di adeguarsi all'invasione. Si meravigliò della sua risposta immediata. Poche ragazze erano state tanto pronte a godere da dietro. Anche con Daniela era una lotta continua, gli dava il culo dopo averla pregata e neanche le piaceva. La sentì venire, poi si lasciò andare all'abbraccio sensuale che lo stringeva fino a farlo urlare.
Durante le ore successive Patrizia gli dimostrò che anche la sua figa valeva il tradimento, tuttavia prima di addormentarsi il suo ultimo pensiero fu per Doc. Chissà cosa pensava della sodomia?